Martedì 22 Ago 2017
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Casentino

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Sant'Eusanio Forconese - Veduta

Sant'Eusanio Forconese - Veduta

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Sant'Eusanio Forconese

Sant'Eusanio Forconese

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Il paese e il suo Santo

Sant'Eusanio Forconese e il suo Santo

Secondo la tradizione Eusanio, nato a Siponto (oggi Manfredonia, in Puglia) nella prima metà del III secolo, sin da giovane predicava la parola di Dio alle popolazioni di Puglia. Ordinato sacerdote, si sarebbe poi ritirato per sette anni in un eremo sul Monte Gargano. I suoi concittadini, testimoni di un prodigioso miracolo (egli aveva risuscitato Diocleziano, figlio di una ricca vedova, generosa verso i poveri), lo sollecitarono ad accettare l’episcopato della sua città natale, ma egli umilmente rifiutò, ritenendosi indegno. Per questo motivo, si allontanò da Siponto con il fratello Teodoro, con Diocleziano e con i suoi discepoli, e verso il 293 si recò nel territorio di Rieti e di Valva, predicando il Vangelo e operando miracoli. Giunse poi a Cinque Ville (attualmente Sant’Eusanio) presso Aveia (Fossa) in territorio forconese (ora aquilano), dove esisteva una chiesa dedicata alla Vergine Maria chiamata “Madonna delle Cinque Ville” (oggi “Madonna Sotterra”). Due donne, Gratola e Teodosia, che qui abitavano coltivando il campo adiacente alla chiesa, ospitarono per qualche giorno Eusanio e i suoi discepoli. Successivamente essi si diressero verso il monte Offidio presso l’odierna Bazzano, ritornarono a Rieti e si avviarono pellegrini verso Roma per venerare le tombe dei santi Apostoli Pietro e Paolo. In seguito ad una visione, i due fratelli si separarono: Teodoro si diresse a Gaeta, Eusanio e Diocleziano rientrarono nel territorio forconese, presso la chiesa della Madonna a Cinque Ville e si dedicarono all’evangelizzazione dei pagani.
Il governatore di Aveia, Prisco, informato dei miracoli e delle conversioni compiute da Eusanio, lo fece arrestare e flagellare, ma durante la notte fu miracolosamente liberato dalla prigione. Nuovamente arrestato e riportato ad Aveia, fu percosso, perché adorasse Giove e rinnegasse il cristianesimo. Eusanio non cedette, anzi, dopo una preghiera, frantumò l’idolo di Giove. Infuriato, Prisco lo fece riportare in carcere e ordinò che si preparassero orribili tormenti. Ma nella notte, l’angelo del Signore, per la seconda volta, lo sciolse dai lacci e gli profetizzò che il giorno seguente Prisco sarebbe stato rapito dai demoni; sua moglie Trifonia con i figli Quirillo ed Eleuteria e il popolo si sarebbero convertiti: tutto si realizzò perfettamente. Prisco, preso da quattro demoni e portato sulla cima del monte, non ricomparve più; la moglie e i figli liberarono il santo, gli chiesero perdono e furono battezzati con trecento persone.
Eusanio visse ancora un anno, convertendo tutto il popolo di Aveia e compiendo vari prodigi. Ammalatosi, il 9 luglio dell'anno 300 morì e fu sepolto nella chiesa della Vergine Maria a Cinque Ville sotto l’altare maggiore.
Dopo dieci anni, il re Gersone, amico di Prisco, discese dal castello di monte Cerro, distrusse la chiesa della Madonna, catturò Diocleziano, Teodosia e Gratola, ordinò che, con pietre legate al collo, fossero precipitati dal monte Cerro: così essi subirono il martirio. Dopo undici mesi e venticinque giorni, il popolo di Siponto e di altre città vennero per riprendere il corpo del santo, previo un generoso pagamento in oro, argento e vestiti. Ma gli abitanti del paese dove egli era sepolto si opposero, e dopo tre giorni lo stesso santo, apparendo ai vescovi presenti, richiese loro che il suo corpo rimanesse in territorio forconese e che tutti i donativi fossero destinati alla costruzione di una basilica vicinissima al luogo ove giaceva il suo sepolcro: tutti eseguirono volentieri i desideri del santo.
È difficile stabilire il periodo in cui è vissuto Eusanio. Non pare probabile collocarlo alla fine del III secolo, al tempo dell’imperatore Massimiano, come affermerebbe tradizione; pare più verosimile considerare Eusanio come un missionario itinerante, che nel corso del V o VI secolo evangelizzò le campagne dell’antica provincia Valeria, soprattutto nell'area abitata dai Vestini (nel territorio dell’attuale L’Aquila). Dopo la sua morte egli fu venerato come santo sia nei luoghi ove aveva peregrinato da vivo, sia soprattutto ove si trovava il suo sepolcro, nell’odierno Sant’Eusanio Forconese.
Secondo la tradizione, il corpo di Sant’Eusanio sarebbe stato sepolto appunto sotto l’altare maggiore della chiesa di Santa Maria di Cinque Ville, poi, intorno al primo decennio del IV secolo sarebbe stata edificata una basilica in suo onore e ivi ne furono trasportate le reliquie. Però a causa delle persecuzioni, la basilica sarebbe stata abbattuta e poi, dopo la libertà religiosa accordata da Costantino nel 313, sarebbe stata riedificata. In realtà forse è storicamente più probabile che, pur essendovi un primitivo edificio chiesastico (nel quale fu sepolto originariamente il santo), la basilica sia stata costruita verso il VII secolo: il corpo di Sant’Eusanio sarebbe stato riposto nella cripta.
Alla primitiva chiesa sarebbe stata addossata una badia di monaci Basiliani e, dopo la loro scomparsa, questa sarebbe passata sotto il dominio del celebre monastero di Farfa. Dopo lo sperperamento dei beni posseduti dall’abbazia di Farfa entro i confini della diocesi di Forcona, i vescovi forconesi rivendicarono per sé i possessi della chiesa di Sant’Eusanio, adducendo un discusso Diploma di Ottone il Grande, che nel 956 avrebbe donati i numerosi beni al vescovo forconese Ceso.
Il 7 novembre del 1198 il vescovo Odorisio dà nuovo impulso al culto di Sant’Eusanio, ricostruendo la basilica e dedicandola appunto a questo santo (mentre precedentemente questa era chiamata di San Pietro) e riponendone il corpo in un’ampia cripta. La struttura di questa basilica nel suo impianto originario è stata conservata lungo i secoli, nonostante i successivi restauri.
La chiesa fu distrutta nel terremoto del 27 novembre 1461 e poi ricostruita nel 1468 per ordine del vescovo Amico Agnifili. Poi il 27 giugno 1664, il vescovo De Angelis trova sotto la statua di san Nicola una pergamena scritta in caratteri longobardi, che conteneva il documento della consacrazione della basilica, e tre codici, che narravano la vita del santo. Il 12 maggio 1748, il vescovo aquilano mons. Giuseppe Coppola - che aveva la prepositura di Sant’Eusanio - rinvenne le ossa di Sant’Eusanio sotto l’altare maggiore della cripta della chiesa parrocchiale. Le ripose in un nuovo altare, costruito al posto di quello precedente, e fece porre un’iscrizione a ricordo dell’avvenimento, sopra l’antica urna di pietra che aveva custodito le ossa nei secoli antecedenti.
Successivi interventi sulla chiesa si ebbero nel 1770, quando Gasbarre Dragonetti la restaurò dopo il terremoto del 2 febbraio 1703, che l’aveva parzialmente danneggiata. Inoltre dal 1971 al 1988 la chiesa fu restaurata dalla Sovrintendenza alle Belle Arti, con vari interventi miranti a riportarla al profilo e alla struttura originaria, eliminando appesantimenti e aggiunte che ne alteravano la linea.
Infine nel mese di dicembre del 2004 è stato realizzato un nuovo altare maggiore utilizzando pietre e parti di marmo artisticamente pregevoli provenienti da un preesistente altare seicentesco un tempo ubicato nella sottostante cripta.


 M. Maritano, S. Eusanio e la Diocesi Forconese nel I millennio della storia della Chiesa Cfr.2003, pp.2-11.

 Infatti, secondo l'analisi dei materiali di spoglio della facciata la costruzione si farebbe risalire tra il VII e il IX secolo

  G. Mons. Coppola, Relazione dello scoprimento del Corpo e degli Atti antichi del glorioso sacerdote e martire S. Eusanio, 1749.

 



 

Ultime notizie

Il paese

Sant'Eusanio Forconese

Piccolo e suggestivo borgo di circa 410 abitanti (popolazione comunale), situato nella valle del vicino fiume Aterno ed immerso in un grandioso scenario naturale.
Sulla sommità del colle che domina Sant'Eusanio Forconese (591 m. slm.) fu edificato, probabilmente tra il XII e il XIII secolo, il Recinto fortificato o castello, con l'annessa della Madonna del Castello, che è ben visibile anche a parecchi chilometri di distanza.

Il territorio

Il territorio di Sant'Eusanio Forconese

«Chi, partendo dalla stazione ferroviaria dell’Aquila degli Abruzzi, scende in quella non lontana di San Demetrio ne’ Vestini, vede a destra una comoda strada carrozzabile, che prima si stende diritta in mezzo ad ubertosi campi irrigati dalle limpide acque dell’Aterno, e poi mollemente serpeggia fra ricchi vigneti per un dolce declivio, alla cui sommità siede il così piccolo come grazioso villaggio di Sant’Eusanio Forconese.» Domenico Grottini 1

Il comune di Sant’Eusanio Forconese in provincia di L’Aquila si trova nella media valle dell’Aterno a circa 18 Km di distanza del capoluogo in direzione sud-est. Ha una superficie di 7,97 Km2 con un’altezza sul livello del mare di 591m. La temperatura minima dei mesi invernali è di circa -16°, mentre la media estiva si mantiene intorno ai 22° C cioè come quella delle migliori stazioni climatiche.
Il comune di Sant’Eusanio Forconese si compone di due centri abitati: Sant’Eusanio Forconese e Casentino.
Il centro principale è Sant’Eusanio Forconese, sede della gran parte dei servizi offerti alla popolazione. Esso è situato alle pendici di Monte Cerro2.
Casentino, il cui nucleo abitativo ha la caratteristica forma semicircolare da cui il simpatico epiteto dialettale “Casentino fatt’ a serrecchia” (Casentino fatto a forma di falcetto), si inerpica lungo una costa boscosa che si staglia sullo sfondo imponente di Monte Cagno. Sulla parete si scorgono rovine di un’antica strutture di avvistamento detta “Muro Murato”, in diretto collegamento visivo con il monastero di Santo Spirito (forse ex fortilizio italico, oggi comune di Ocre) da una parte e con Barili (attuale Villa Sant’Angelo) dall’altra.

 


 

1 D. Grottini, Sant’Eusanio Forconese sec. XII, S. l., s. n., 1991 pag. 5.

 2 Il nome del monte deriverebbe dal latino CĔRRU(M) > ‘cèrro’ (albero del genere Quercia, con foglie oblunghe e frutti a ghianda, che cresce nei boschi dell’Europa meridionale) ma risulterebbe, secondo Giammarco 1990, «privo di connessioni attendibili».

Visto da varie altitudini, e dal Gran Sasso e da Monte Ocre, nonostante le sue modeste dimensioni, il Monte Cerro, alto circa m 756, è sempre individuabile dato che si erge su una bella piana alluvionale ai piedi del paese. Sarà per la sua forma arrotondata, così dissimile dalle aspre montagne circostanti, Cerro ha dato vita ad una bella leggenda sulla sua formazione.



Il turismo

Il turismo a Sant'Eusanio Forconese

Dal punto di vista turistico il paese è meta di un discreto flusso turistico composto da avventori occasionali (famiglie o appassionati, esperti di arte e storia) ma anche da gruppi organizzati che si recano in zona richiamati da bellezze naturali e artistiche e storiche.
L’intera Media Valle dell’Aterno offre un gran numero di piccoli borghi medievali dall’aspetto sobrio e poco appariscente, ma ricchi di interessanti testimonianze dell’arte sacra e dell’arte militare che per secoli hanno realizzato le massime espressioni dell’edilizia pubblica: castelli e chiese. I primi per la salvezza dai nemici, le seconde per la salvezza delle anime. Sant’Eusanio Forconese è appunto uno di questi borghi che racchiude interessanti esempi di entrambe le tipologie, ma in particolare la splendida chiesa dedicata a Sant’Eusanio Martire.
Si devono alle memorie di un autore settecentesco le informazioni che abbiamo sulla leggenda della persecuzione, avvenuta a metà del III secolo d.c., del predicatore cristiano Eusanio da parte di Prisco, governatore romano di Aveia. Dopo il martirio il Santo fu tumulato nel luogo in cui sarebbe sorta la prima chiesa, nel 311. L’edificio sarà tuttavia ricostruito del tutto a partire dal 1198 e consacrato dal vescovo di Forcona Odorisio; poi ulteriormente modificato nei secoli XV e XVII, e infine nel 1770 per riparare i danni del rovinoso terremoto del 1703. Nel 1971 l’allora Soprintendente ai monumenti Moretti promosse lavori per liberare le strutture medievali dagli arredi barocchi, e venne così fuori l’interno nelle sue prime forme romaniche.
Sant’Eusanio si caratterizza infatti per l’interno a tre navate che culmina in uno spazio rialzato, detto presbiterio, e termina poi in fondo con tre absidi. La cripta è caratterizzata da una maglia fitta di colonnine e di pilastrini. La facciata risale al primo Trecento; nel portale si riconoscono diversi rifacimenti e solo l’archivolto decorato con grandi girali di acanto è da ritenere originale del Duecento.
La lunga serie di restauri, finita nel 1988, ha aiutato gli studiosi a conoscere meglio le pitture della chiesa, poiché ha riportato alla luce vari tratti di affreschi del Quattrocento e del Cinquecento prima coperti da intonaci. L’ultimo scoperto è La Crocifissione e Santi, nella nicchia ad ogiva che si incontra subito sulla sinistra entrando, che nasconde un piccolo mistero su chi siano i tre santi raffigurati in basso: se per la terza figura si tratta di Sant’Eusanio, rappresentato con la veste tipica dei diaconi protomartiri e l’attributo della “coratella”, la Santa che regge una torre e la stessa Santa Caterina d’Alessandria di sinistra sono state interpretate localmente come le sorelle del Santo.
Il successivo affresco di Madonna in trono con Santi, non troppo ben conservato, presenta nella parte alta una Risurrezione, e risale alla metà del XVI secolo, opera del cosiddetto “Maestro del 1557”, un nome dato a questo ignoto artista in riferimento ad una tavola così datata che si trova nella chiesa della Trinità di Popoli. Lo stesso anonimo Maestro dipinse La Natività e il Sant’Antonio da Padova di Sant’Eusanio.

Dal punto di vista turistico il paese è meta di un discreto flusso turistico composto da avventori occasionali (famiglie o appassionati, esperti di arte e storia) ma anche da gruppi organizzati che si recano in zona richiamati da bellezze naturali e artistiche e storiche.
L’intera Media Valle dell’Aterno offre un gran numero di piccoli borghi medievali dall’aspetto sobrio e poco appariscente, ma ricchi di interessanti testimonianze dell’arte sacra e dell’arte militare che per secoli hanno realizzato le massime espressioni dell’edilizia pubblica: castelli e chiese. I primi per la salvezza dai nemici, le seconde per la salvezza delle anime. Sant’Eusanio Forconese è appunto uno di questi borghi che racchiude interessanti esempi di entrambe le tipologie, ma in particolare la splendida chiesa dedicata a Sant’Eusanio Martire.
Si devono alle memorie di un autore settecentesco le informazioni che abbiamo sulla leggenda della persecuzione, avvenuta a metà del III secolo d.c., del predicatore cristiano Eusanio da parte di Prisco, governatore romano di Aveia. Dopo il martirio il Santo fu tumulato nel luogo in cui sarebbe sorta la prima chiesa, nel 311. L’edificio sarà tuttavia ricostruito del tutto a partire dal 1198 e consacrato dal vescovo di Forcona Odorisio; poi ulteriormente modificato nei secoli XV e XVII, e infine nel 1770 per riparare i danni del rovinoso terremoto del 1703. Nel 1971 l’allora Soprintendente ai monumenti Moretti promosse lavori per liberare le strutture medievali dagli arredi barocchi, e venne così fuori l’interno nelle sue prime forme romaniche.
Sant’Eusanio si caratterizza infatti per l’interno a tre navate che culmina in uno spazio rialzato, detto presbiterio, e termina poi in fondo con tre absidi. La cripta è caratterizzata da una maglia fitta di colonnine e di pilastrini. La facciata risale al primo Trecento; nel portale si riconoscono diversi rifacimenti e solo l’archivolto decorato con grandi girali di acanto è da ritenere originale del Duecento.
La lunga serie di restauri, finita nel 1988, ha aiutato gli studiosi a conoscere meglio le pitture della chiesa, poiché ha riportato alla luce vari tratti di affreschi del Quattrocento e del Cinquecento prima coperti da intonaci. L’ultimo scoperto è La Crocifissione e Santi, nella nicchia ad ogiva che si incontra subito sulla sinistra entrando, che nasconde un piccolo mistero su chi siano i tre santi raffigurati in basso: se per la terza figura si tratta di Sant’Eusanio, rappresentato con la veste tipica dei diaconi protomartiri e l’attributo della “coratella”, la Santa che regge una torre e la stessa Santa Caterina d’Alessandria di sinistra sono state interpretate localmente come le sorelle del Santo.
Il successivo affresco di Madonna in trono con Santi, non troppo ben conservato, presenta nella parte alta una Risurrezione, e risale alla metà del XVI secolo, opera del cosiddetto “Maestro del 1557”, un nome dato a questo ignoto artista in riferimento ad una tavola così datata che si trova nella chiesa della Trinità di Popoli. Lo stesso anonimo Maestro dipinse La Natività e il Sant’Antonio da Padova di Sant’Eusanio.
Più avanti, sull’altare, si trova un’anonima Deposizione della fine del Cinquecento, mentre di Giovanni Paolo Mausonio, pittore della cerchia di Pompeo Cesura, è invece La Trinità e Santi nota come “Empireo”, firmata e datata 1593. Altri affreschi sono quelli dell’abside destra, dove si distinguono un’Annunciazione in alto e varie figure di Santi in basso, sembra anche essi opera di quel “Sebastiano” che firma nel 1486 l’Annunciazione nella chiesa di Santa Maria ad Cryptas di Fossa. Alla bottega di questo misterioso “Sebastiano” sono ancora da collegare i frammenti di affreschi della cripta raffiguranti gli Evangelisti Marco e Luca e Santo Stefano.
Una bella Madonna del Rosario sull’altare di destra è opera di Giulio Cesare Bedeschini, pittore rilevante del primo Seicento aquilano. Sopra la porta di ingresso campeggia il bell’organo barocco firmato da Adriano Fedri (1772), organaro di fama i cui capolavori ornano le chiese di molti centri abruzzesi come Loreto Aprutino o Atri.



Lo stemma

Lo stemma di Sant'Eusanio Forconese

Lo stemma del comune di Sant'Eusanio Forconese è l’unione tra i due antichi stemmi di S.Eusanio e di Casentino: uno scudo tagliato verticalmente; nella metà sinistra a sfondo blu è posta l’effigie del santo (S.Eusanio)1; la parte destra, divisa a metà orizzontalmente, contiene nella parte superiore una stella dorata su sfondo verde, mentre nella parte inferiore è sistemato il barile su sfondo rosso, simboli questi della baronia di Barile che comprendeva le ville di Casentino, Terranera, Fonteavignone, Tussillo e Stiffe dal 1272. Tale stemma è stato adottato nel 1998 su proposta dell’allora sindaco ing. Mahmoud (Mimmo) Srour.

Le chiese

Le chiese di Sant'Eusanio Forconse

Innanzitutto va specificato che nel comune di Sant’Eusanio Forconese vi sono due parrocchie che si dividono il territorio in perfetta coincidenza con la suddivisione amministrativa, l’una, quella di Sant’Eusanio Martire in Sant’Eusanio Forconese, l’altra, di S. Giovanni Evangelista in Casentino.
Per entrambe le parrocchie è presente un solo parroco Can. Wieslaw Dabrowski insediatosi nel mese di dicembre 2007.
Nel comune si possono evidenziare quattro luoghi di culto:
1.    la Basilica di Sant’Eusanio Martire, chiesa parrocchiale in cui si svolge la gran parte delle celebrazioni;
2.    la Chiesa della Madonna Sotterra, situata nei pressi del cimitero ed utilizzata solo nel mese di novembre ed in altre rare occasioni;
3.    la Chiesa della Madonna del Castello, sulla cima di Monte Cerro in cui viene celebrata la S. Messa nel mese di Agosto in onore della Madonna del Castello che si festeggia, appunto, la prima domenica di Agosto (cfr. paragrafo 4.7.3 Feste);
4.    la Chiesa di San Giovanni Evangelista in Casentino, ricca di pregevoli tele e di una cinquecentesca statua in terracotta della Madonna adorante il Bambino.


 Da sempre il Santo è presente nello stemma del comune cfr. APPENDICE pag. 52.

 

 La chiesa della Madonna della Pietà, posta all’ingresso est del paese di Sant’Eusanio Forconese e attualmente sconsacrata ed utilizzata per manifestazioni di vario genere (concerti, conferenze, incontri, ecc.). Cfr. foto 17 - 18 in appendice.